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Il 5 Novembre, giorno ricco per il fumetto.

Oggi scriverò del 5 Novembre

«Remember, remember the Fifth of November,
Gunpowder Treason and Plot,
I see of no reason
Why Gunpowder Treason
Should ever be forgot.
Guy Fawkes, Guy Fawkes, t’was his intent
To blow up King and Parliament.
Three-score barrels of powder below
To prove old England’s overthrow;
By God’s providence he was catch’d
With a dark lantern and burning match.
Holloa boys, holloa boys, let the bells ring.
Holloa boys, holloa boys, God save the King!»

Qualsiasi bambino inglese potrebbe recitarvela, ma perché è nota anche in Italia, dove nessun Giacomo I deve temere per la propria vita, e perché la uso come introduzione a questo post?

Oggi vi parlerò brevemente del fumetto che ridona lustro a un fatto storico accaduto in questo stesso giorno del lontano 1605.

Cosa si festeggia?

Il 5 Novembre in Inghilterra – e nelle sue ex colonie, in particolare in Nuova Zelanda mi par di capire – si festeggia una strage mancata, un blitz poliziesco degno di Squadra Speciale Cobra 11, solo senza il botto… appunto.

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Come viene festeggiato?

Con fuochi d’artificio, falò e strane bambole di pezza.

Cosa accadde in quel 5 Novembre del 1605?

Guy Fawkes, militare appartenente ad un gruppo cattolico ostile al regnante scozzese, viene sorpreso in possesso di:

  • un orologio
  • un innesco
  • e qualcosa come 36 barili di polvere da sparo

il tutto in una cantina affittata appositamente sotto il parlamento inglese.

A colui che attenta alla vita del re – e alla relativa aristocrazia – vengono inflitti giorni di svariate torture che permettono al re di ottenere i nomi di tutti i congiurati. Inutile dire che furono tutti giustiziati, la parte più interessante forse è notare che furono impiccati, squartati e poi decapitati… giusto in caso qualcuno volesse vampirizzarli – dico io -.

Ed eccoci ai fumetti, Guy Fawkes era un ometto in calzamaglia, con un look quasi Shakesperiano che è stato stilizzato burlescamente in una maschera che potresti aver già visto:

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Nota ai più non come il viso distorto di un rivoluzionario, ma come il volto di un personaggio letterario, protagonista del celeberrimo lavoro di Alan Moore e David Lloyd V for Vendetta, Vertigo, 1982-1985 (tradotto V per Vendetta). Trasposto poi sul grande schermo nel 2005 da James McTeigue e interpretato dall’acerrimo nemico del “Signor Anderson”.

Ma chi è V?

Un uomo colto, carismatico e all’antica, e per quanto ci viene detto nelle prime sequenze del film, un uomo orribilmente mutilato. Tutto ciò non emerge dal suo volto, quanto dalle sue parole; come il teatro ci insegna si possono dire moltissime cose anche con il volto completamente coperto – e V ne è un esempio -. V e la sua maschera sono un tutt’uno, e quasi fosse depositario del testimone di Guy Fawkes (eliminare drasticamente il governo che vessa lui come i suoi concittadini) si presta come attore dello stesso spettacolo, il tentativo di eliminare l’erbaccia cattiva dalla radice il tutto in una sola notte: la notte del 5 Novembre.

Quindi quale momento migliore di oggi per leggere o ri-leggere V per Vendetta ?

Non so di altri fumetti riguardanti questo evento, ma posso dirvi dove ho trovato un innocente paesano di nome Guy fawkes che sogna di rivoluzioni e colpi di stato.

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Sandman di Neil Gaiman, Vertigo è la casa di molti sognatori, ed è anche quella di Guy Fawkes anche se solo per pochissime pagine, un G.F. che prima di assaggiare la ruota, sogna un mondo migliore. Abbandonando il sogno per tornare alla veglia certo è che questo ometto passerà alla storia più di molti altri che riuscirono nel loro intento e certamente più di molti altri che fallirono.

Io devo a questo ometto un bel fumetto e un cammeo in un altro splendido fumetto, non male per un aspirante assassino eh?

Tutto ciò che ha inizio, ha anche una fine

Come ci insegna Matrix, la vita è fatta anche di cesure. Il 5 novembre del 1977 muore René Goscinny. Per ricordarlo, segnalo il post Asterix: I dieci albi preferiti e consigliati dalla sottoscritta.

Per questa sera è tutto,

la vostra affezionatissima

L.

Published in Considerazioni

3 Comments

  1. […] Il graphic novel si è trovato molto a suo agio sul telo del grande schermo, eppure non è facile dimenticare quella maschera sorridente che è stata capace di ricordarci chi siamo al costo di una vena di inchiostro. I sentimenti possono essere difficili da descrivere e non sempre hanno un volto. Eppure, a un secondo esame, spesso hanno sempre un nome. Qualche volta anche un cognome. Anche di questo libercolo, che possiedo in un’edizione da far ribrezzo ai collezionisti, ho scritto qualche riga in passato. Era il 5 novembre e scrivevo di una maschera e di un rivoluzionario. […]

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