Skip to content →

Categoria: Considerazioni

Squit, da un topo ad un altro.

Buongiorno miei affezionatissimi,

oggi non sono particolarmente in vena di muovermi e quindi invece di fare un nuovo video vi scrivo qui, anche perchè intendo fare video più brevi d’ora innanzi e temo che un video con questo tema potrebbe non esserlo.

Una premessa

Come dovreste aver capito io leggo molto, che si tratti di libri, fumetti o di periodici io passo parecchio tempo della mia settimana a leggere: se poi volessimo aggiungere al pacchetto anche la lettura di notizie e periodici online (anche amatoriali, come il mio blog), allora direi che passo decisamente mooolto del mio tempo a leggere. Detto questo vorrei condividere una piccola riflessione con voi, visto che parlarne con ogni conoscente che mi capiti tra le grinfie non mi basta più.

Come ripeto io sono un’accanita lettrice, una dannata quattrocchi che porta gli occhiali perchè sforza troppo gli occhi, un topo da biblioteca, mettetecele tutte, più o meno corrisponderò alla descrizione.

Lettura e tecnologia

Ecco, partendo da questa mia posizione non troppo privilegiata vorrei riflettere con voi sull’impatto che ha avuto su di me la cosiddetta tecnologia nel rapportarmi con tutto questo, ho letto (stranamente) diverse pubblicazioni in merito, di penne decisamente più illustri della mia, ma penso di essere arrivata a poter formulare qualcosa che sia solo mio e di poterlo condividere con voi:

Non sono oggettivamente alta, e questo mi permette di continuare a fare esperienza di una sensazione che i piu’ possono dire di relegare alla sola infanzia: non arrivo agli scaffali piu’ in alto delle librerie.

Questa e’ una riflessione per modo di dire, ma lasciatemi il beneficio del dubbio per il momento, non arrivo ad alcuni dei miei adorati tomi senza una scala o un supporto ulteriore, e non credete alle pubblicità progresso, leggere molto non vi farà arrivare comunque all’agognata meta, forse e dico forse, vi avrà fatto sviluppare sufficienti attività cognitive “superiori” tali da permettervi di scegliere un supporto che non vi faccia tragicamente crollare a terra tra l’ilarità dei vostri coinquilini/parenti…

Ecco:

  • non arrivare agli scaffali più alti
  • dover passare mezza giornata a spolverare i volumi facendosi venire una mezza crisi allergica
  • o la scoliosi alla schiena peggiorata a causa del peso eccessivo di tomi portati

questo sarebbe quello che non rimpiangerei se i libri dovessero scomparire dalla faccia della Terra, questo e questi simpatici, ma assolutamente non richiesti chili che i tomi stanno creando attorno al mio corpo, quasi volessero lasciarmi un ricordo ancora più tangibile del perchè leggere un po’ fa bene e leggere troppo ti fa diventare come il non noto ai più per la sua avvenenza: Leopardi.

One Comment

Speciale wargame a cura di MrLlaine

MrLlaine e il suo hobby prediletto: i wargames

Mi introduco al pubblico con una semplicissima dichiarazione su quale sia il mio ruolo in questo blog, sono il ragazzo di Arsnoctis, la quale mi ha concesso gentilmente di sfruttare questo spazio etereo per parlare del mio hobby preferito, non avendo io ne il tempo ne il modo di stare dietro ad un blog tutto mio*.

[*Questo post non è più orfano, potete trovare MrLlaine su Tumblr con una pagina – in inglese – dedicata ai wargame e ai suoi altri interessi dateci un’occhiata!]

Protettorato di Menoth Warmachine

Dunque come avrete sicuramente intuito, ma è meglio essere chiari, mi occuperò di wargame, così come mi dedico ad essi anche nella realtà: intensamente, con dedizione e passione incrollabili.
Sono oramai quasi 12 anni che gioco wargame e spendo tempo e risorse dietro a questo particolare e spesso bistrattato hobby, da qui una premessa fondamentale: pur non volendovela spacciare come arte, i wargame NON HANNO NIENTE A CHE SPARTIRE coi soldatini con cui si giocava da bambini.

Dipingere miniature, da gioco e non, in qualsivoglia scala, è impegnativo e talvolta scoraggiante ma gratificante in maniera incredibile (almeno per me) quando si ha successo,è anche una continua ricerca del miglioramento. Per quanto rigurda il comparto ludico vero e proprio i wargame NON SONO per bambini, nonostante molte case tentino di spacciarli come tali per ovvi motivi commerciali, imparare a giocare fluidamente richiede applicazione e capacità e un bel pò di conoscenza della probabilità per affrontare il mondo competitivo e spietato dei tornei; inoltre è necessaria anche una certa padronanza di sè :un bambino inesperto a torneo non è granchè piacevole per nessuno, facilita la vita immensamente ai suoi avversari e NON SI DIVERTE. Ci sono troppi giocatori ultracompetitivi, pronti ad approfitarsene, in circolazione.

Passando oltre, cosa sono i wargame?

Leave a Comment