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Dear mister fantasy, ti scrivo (e scrivo di te)

Caro signor Fantasia,
ho studiato musica per 10 anni e ho creduto che avrei potuto farne un mestiere. Non è stata l’unica facciata che ho preso, ma quella porta – forse metaforica – presa in pieno naso, ogni tanto fa ancora vedere le stelle.

Non c’è amante più esigente e volubile. Ricordo benissimo il dolore a quelle unghie che sapevo di dover tagliare così come il grattare di quella voce che non avrebbe dovuto fumare. Non lo avrei cambiato con nulla al mondo. Abbandonarla qualche anno dopo, non è stato banale. Tornare poi sui miei passi è costato ben più di un paio di suole. Oggi ne scrivo, accompagnata da una delle mie playlist, sulle macerie del profitto che feci vendendo il pianoforte. A te la sentenza, a me non rimane che scrivere un post che parli un po’ delle tue pagine.

Ci sono volte in cui mi trovo davanti a volumi capaci di richiamare alla memoria anni di ricordi, tutti insieme. Stasera l’occasione è stata informarmi meglio su una delle novità di Rizzoli.
Ci sono libri che fanno riconsiderare tutta un’economia domestica, Dear mister fantasy è uno di quei libri. Questa volta lo stomaco pieno fino a fine mese ha battuto la carta, ma spero non debba vincere per sempre. Soprattutto quando si tratti di un’edizione ampliata per un decennale con 140 pagine in più rispetto alla sua incarnazione precedente.

Sì, forse è la prima volta che mi metto a scrivere di un libro che non ho ancora letto. Oggi faccio uin’eccezione per il mio io di ieri e per quei lettori che sono felici di leggere un coffee-book ricco di gigantografie. Il titolo su cui ho scarabocchiato per la copertina di questo post, include anni di:

  • concerti
  • foto
  • incontri
  • interviste
  • ricordi

raccolti e riproposti da un giornalista, Carlo Massarini. Il periodo di riferimento è quello che va dal 1969 al 1982. Un momento storico che come altri ho potuto ricostruire un album alla volta, visto che nel 1982 non ero ancora nata. Essere testimoni di quel passato, seppur di seconda mano, vuol dire poter rimanere accecati dall’iridescenza di Bowie o ammaliati dal carisma di Marley. Ecco dei frammenti di storia della musica che valgano la pena di essere riesplorati. Ed ecco un individuo che permette di avvicinarsi a quegli alieni sudaticci che hanno fatto la storia – per dire un genere su tutti – del rock. Avevo incontrato delle pubblicità su questa edizione speciale e ho creduto di poterne fare a meno, fino a che non ho visto questa intervista.

Vi invito a seguirla e a tornare qui a dirmi che quel condensato di cellulosa vi è del tutto indifferente.

Carlo Massarini, Dear mister fantasy, Rizzoli, 2020.

Published in Considerazioni

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