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Deja-vu e le 4 stagioni di Youn In-Wan

Si parte in sordina, lasciando ai più giovani l’impazienza di saltare l’antipasto. Con questo fumetto non si può che preannunciare un approccio graduale, pena l’indifferenza totale verso le sue pagine. 6 disegnatori e uno sceneggiatore comune, per cominciare a confrontarsi nel concreto con la varietà interna tra gli stili personali dei fumettisti coreani.

Manwhatale giorno 2 di 24 – Deja vu, a great love story

Un amore che trascende le reincarnazioni, e i vari disegnatori pronti a raccontarlo alla loro maniera.

Lo sceneggiatore coordina una squadra di artisti che si danno il cambio con il variare delle stagioni. La storia che si completa dall’inizio alla fine del volume, si frammenta in sei parti per raccontare di un’unione che “non s’ha da fare”. Attraverso i secoli e le loro reincarnazioni, due protagonisti si smarriscono l’uno nell’altra, incerti se ciò che provano sia autentico o figlio di un Destino beffardo. I primi quattro racconti sono più articolati, mentre gli ultimi due sono più brevi. Il tutto, tenendo fermo il soggettista, aiuta a mettere in risalto quali siano i segni e le mani delle 12 che vi si cimentano.

Il risultato non è nè un’antologia nè una raccolta di racconti, quanto una storia unica, passata al vaglio del caleidoscopio e proiettata su 230 pagine. Ciò che si va a leggere non è tutto l’arcobaleno di sfumature possibili, ma è di certo più del raggio di luce creato da un autore unico. Un modo rapido di mettersi alla prova come lettori, senza dissanguarsi per pagare la quantità di carta che servirebbe per testarli tutti separatamente.

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La particolarità di Youn In Wan , è la stessa che mi ha impedito di consigliare uno dei miei disegnatori coreani preferiti  in questa carrellata: è più famoso in Giappone che in patria. Di fatto si tratta di un autore di manga, pubblicato da case editrici giapponesi più che dai suoi connazionali. Questo volume unico pubblicato da Flashbook, è una delle poche occasioni di vederli impegnati per il loro pubblico originale. A quale disegnatore mi riferisco? Yang Kyung Il, a cui si devono i disegni di March story, Blade of the phantom master, Defense devil… Ecco 3 manga che sono il frutto delle sue tavole, unite ai soggetti stesi dal regista di questo albo. Qui lui – alla IV fatica che lo vede più acerbo che nelle opere che ho appena citato – applica il suo estro all’episodio d’apertura, una Primavera decorata dal volo dei petali dei fiori di ciliegio.

Forse si tratta di una storia che non rammenterò più negli anni a venire e le cui vicende sfumeranno tra i miei ricordi come polvere al vento, tuttavia il senso di malinconia e rimpianto di queste pagine è stato sufficiente a ricordarmi se non i nomi, gli stili di alcuni dei disegnatori più famosi del Paese. Ci sono voluti 8 anni a mettere insieme una storia d’amore che superasse l’ostacolo peggiore di tutti: il Tempo. Una clessidra inesorabile che si abbatte su tutto e tutti, anche gli altri 4 autori coinvolti in questo volume, che non compariranno quasi più sul mercato italiano.

Leggere fumetti provenienti dall’altro capo del mondo vuol dire accettare di perdere qualcosa per strada. A volte si tratta di veder troncate le proprie serie preferite, a volte si tratta di lasciare in madrelingua storie e dialoghi che vorremmo poter leggere senza passare le loro pagine allo scanner del traduttore simultaneo. In questo caso il rimpianto è mitigato dall’aver letto di loro solo qualche pagina nata come portata autonoma e non come contorno ad altro.

L’edizione: A.A.V.V., “Deja-vu, a great love story”, Flashbook, 2004

Cosa rimane una volta chiuso il volume? Il retrogusto agrodolce di una storia d’amore sfortunata e l’amaro lasciato dal ricordo dei prezzi di copertina passati; quando un volume unico, alto due dita più degli altri, veniva comunque prezzato 6.90 €.

Published in Manwhatale

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