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Il diario degli angeli di Lili st crow

Lili St.Crow*, Il diario degli angeli, Creature della notte

(*che poi è lo pseudonimo, ma non importa)

Trama secondo me

Ricorda le prime stagioni di Supernatural. Non sapete un pene di quello che vedrete dopo nè di quello che effettivamente stia succedendo, ma vedete due fratelli determinati che sembrano sapere il fatto loro, e il padre a sistemare la cornicetta di famiglia-cazzuta-felice che farà neri anche gli ectoplasmi albini, giusto? I primi capitoli di questo libro sono qualcosa del genere, solo che: la protagonista è femmina, ha 16 anni ed è praticamente l’aiutante goffo di suo padre. Quindi non sei poi così convinto che arriverà alla fine del volume, esattamente come in Supernatural signori miei. Il pericolo è dietro ogni porta ed esattamente come in Shadowhunters credere che “tutto esista” può salvarti il didietro in più di un’occasione.

In estrema sintesi : ★★☆ [La seria, in media]

Lo so signori miei, con Angel non ho fatto paragoni ad altre opere e mi sono concentrata sul singolo testo, ma quando mi vengono serviti così su un piatto d’argento, non sarò certo io a ignorarli!

La citazione più ricorrente in questa saga:

-Di niente, la prima volta è gratis-

 La mia reazione:

È semplicemente una vicenda di quelle che – ora voglio sapere come andrà a finire – ecco, qualcosa del genere. Vi voglio avvertire: non fatevi ingannare dall’infelice scelta di traduzione dei titoli in edizione italiana; nonostante la protagonista sia il narratore della vicenda non abbiamo a che fare con pagine di diario vere e proprie, nè con un adolescente che decanta i tatuaggi dei propri commilitoni a caso. Giusto perchè “è in crisi adolescenziale” (ogni riferimento a Divergent è assolutamente voluto).

La protagonista fa cose plausibili. Non mi interessa se poi non siano effettivamente le scelte che avrei fatto io – o se Newton è lì a storcere il naso perchè certe faccende non sono del tutto fisicamente plausibili – mi interessa piuttosto che quando un vampiro cazzuto le dice -abbassati- lei si abbassa. Una trave, un piede di porco, un fulmine… sai mai nella vita: si chiama istinto di auto-conservazione.

La prosa

La prosa non mi ha emozionata, e espressioni come fare sega non sono cose che trovo più da gergo GGGiovane autentico ecco, le trovo solo patetiche. Nonostante questo l’ho letto tutto d’un fiato, e non sono convinta che aspetterò molto prima di leggere il seguito.

Aggiornamento postumo: lessi tutti i volumi tradotti in italiano (il primo in cartaceo, gli altri in ebook) in meno di una settimana e trovai l’ultimo libro, in inglese, solo qualche anno dopo.

I diari della notte serie in inglese

Nota sull’ edizione:

La versione digitale ha degli errori di battitura che non saprei dirvi se esistano anche nella copia cartacea o meno. A questo punto temo che non sia del tutto la prosa dell’autrice ad essere povera, quanto la traduzione.

Mi rifiuto di credere che una scrittrice che utilizza aggettivi ricercati in un capitolo poi si limiti a riciclare sempre gli stessi tre negli altri. Vi faccio un esempio: sono due libri che la protagonista trova i visi di svariati personaggi “carino” o ” bello”, nient’altro. Temo si tratti di un problema di traduzione quindi sospendo il mio giudizio in proposito.

Conclusioni

Che dirvi miei affezionatissimi, mi stupisce che io non abbia ancora letto da nessuna parte di una trasposizione cinematografica di questa faccenda. Lo stesso discorso valeva anche per Ladra di Sangue, ma più riesco a leggere saghe che ho ignorato per tempo, meglio è, non mi lamento.
Lo consiglio a giovincelli e giovincelle perchè lascia la curiosità di sapere come farà Dru a cavarsi d’impiccio, ma non colpisce particolarmente per riflessività o scelte lessicali azzeccate.

Come ultima nota finale devo proprio dirlo:

Il tri-an-go-lo no! Non l’a-ve-vo conside-ra-toooo

Su Goodreads ho dato giudizi altanenanti (tra le 2 e le 3 stelle). Posso dire di aver apprezzato il percorso, disprezzandone il finale.

La vostra affezionatissima,
L.

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