Buonasera miei affezionatissimi,

ieri ho dato un altro esame (yeyy) e una delle prime cose che ho fatto per rilassarmi un po’ è stata proprio leggere il libro che vi vado a recensire.

Il segreto del Bosco Vecchio Buzzati Arsnoctis

Letto in: Dino Buzzati, il segreto del Bosco Vecchio, Mondadori

Trama:

L’ex colonnello Proclo diventa padrone di un terreno e di una casa che comprendono, di fatto, una gran porzione del Bosco Vecchio. Noto in tutta la vallata – e non solo – per i suoi vecchissimi alberi. Dalle cornacchie al vento locali, nulla è come sembra in quel del Bosco Vecchio e il Colonnello dovrà usare tutto il suo ingegno per continuare ad affermare la sua autorità nella vallata.


Citazione che mi ha colpito:

” Poveretti anche loro ” continuò il Bernardi ” non ne avevano colpa. Avevano finito di essere bambini, non se l’immaginavano neppure. Il tempo, c’è poco da dire, era passato anche sopra di loro e non se n’erano affatto accorti. A quell’età è naturale. A quell’età si guarda avanti, non si pensa a quello che è stato. Ridevano spensieratamente come se nulla fosse successo, come se tutto un mondo non si fosse chiuso dietro a loro.


breve digressione
:

Fin dalla prima pagina mi si sono fissate in mente due citazioni che vorrei condividere con voi:

Questa foresta è vecchia. Molto vecchia. Piena di ricordi e rabbia.(Il signore degli anelli: Le due Torri, P.Jackson)

la prima ve l’ho voluta riportare letteralmente, ed è il commento di Legolas alla foresta di Fangorn, foresta che mi è sembrata molto simile al Bosco Vecchio. La seconda non è una citazione diretta, ma più un’ immagine che la mia mente ha collegato all’incipit del testo. Si tratta della scena iniziale di Frankenstein Junior (Mel Brooks) dove il protagonista arriva in Transilvania prendendo il posto del defunto Barone. Il Proclo non è meno straniero di Frankenstein al suo arrivo e sta a lui stesso dover cambiare le cose.

La mia reazione:

Perchè ho voluto cominciare a darvi la mia opinione partendo da queste due immagini? Perchè le ho trovate senz’altro molto evocative e trovo mi siano utili come strumenti per dire quello che Il segreto del Bosco Vecchio mi ha lasciato. Questo romanzo è una fiaba, e come tale immagino possa essere letto come una grande metafora. Io scelgo di parlarvene seguendo i soli elementi che la lettura letterale potrebbe lasciarvi, a voi eventualmente spetta l’onere di cercarne altri meno evidenti.
Probabilmente avrei passeggiato più volentieri tra gli alberi del Bosco Vecchio qualche anno fa, sarei rimasta più a lungo con il naso all’insù a rimirare le fronde degli alberi o a nascondermi tra qualche suo cespuglio, ma questo non vuol dire che oggi non abbia apprezzato questo testo, anzi. L’ho trovato innanzitutto ben confezionato, ma soprattutto è stata una lettura piacevole fin da subito e per tutta la durata della vicenda. In aggiunta il Proclo è un personaggio un po’ burbero, di quelli alla Scrooge, che piacciono tanto a me.

E’ una storia questa che sà di casa, di cortecce umide e di mattine invernali, di passeggiate solitarie e di racconti intorno al fuoco. Vi sorprenderà lentamente, ma costantemente per 150 pagine e come tutte le belle storie signori miei, non è certo la quantità di pagine a determinarne il “peso”.

In estrema sintesi: ★★★☆

Spero sia chiaro che il libro mi sia piaciuto, vi rimando alla valutazione “sintetica” per chiarire meglio quanto.

note finali:

Ho condotto un esperimento: leggere un libro che è stato in libreria per molto tempo. Non sono abituata a farlo, in quanto sono solita leggere i libri quasi subito dopo averli comprati. L’esperimento è riuscito, nel senso che il libro mi è piaciuto, ma è stata la conferma del fatto che non mi trovo bene con il leggere libri “arretrati” mi carica di aspettative non richieste e mi fa sentire in colpa nei confronti dei volumi che sono rimasti abbandonati sugli scaffali, non lo farò per molto tempo, potete starne certi. Sia che si tratti di libri di secoli fa che ancora non conosco, sia che si tratti di volumi pubblicati nel mese scorso, cercherò di non abbandonarli più.

E voi cosa mi dite, avete già letto questo libro o contate di leggerlo? Insomma, aspetto i vostri commenti,

La vostra affezionatissima,
L.

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