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Arsnoctis Posts

Come fai a leggere così tanto?

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Capita che i miei amici mi chiedano “Come fai a leggere così tanto?”

Io in genere do risposte ricche di un sacco di riflessioni a proposito dell’importanza della lettura quotidiana e –blablabla– salvo poi intendere la vera domanda che si nasconde sotto la precedente:

“Da dove tiri fuori tutti quei libri/fumetti?

E soprattutto:

Come fai a permetterteli senza smettere di mangiare/vestirti/etc…?”

Potevano dirlo subito, no? Mi sarei risparmiata multipli momenti di imbarazzo. Vediamo di dare un senso a questo post fornendo anche qualche info utile .

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Oceano Mare, un acquerello di Alessandro Baricco

Oceano mare by Alessandro Baricco

Oceano mare

My rating:2 of 5 stars

Poche ore per leggerlo, svariate ore per elaborare un parere sensato. Afferrare l’Oceano é impossibie, é un regno di castelli di sabbia e di ciottoli senza fissa dimora; coglierne i riflessi e gli echi lontani é un’operazione lodabile, ma “Oceano Mare” é un acquerello troppo diluito e non presenta le stesse abili pennellate di cui Baricco si é dimostrato essere capace. È un ritratto abbandonato nel tempo, dove l’esercizio di stile é piú importante del soggetto che rimarrá impresso sulla tela. Ogni personaggio ti lascia qualcosa di diverso in relazione al mare, un gradevole esercizio di stile, ma é solo una “prova generale” rispetto al tipo di spettacolo che questo scrittore offre ai suoi lettori.

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Starway to hell al secolo: hanno ristampato Hellblazer

Buonasera miei affezionatissimi,
Oggi sono passata in fumetteria e nel bottino del giorno chi mi vedo sbucare?
Il signor John Constantine che è di nuovo in edicola e in fumetteria in un nuovo formato “economico” a 2.95€ (3.3€ in variant) al mese per Rw Lion.

Autori del primo volume: Delano ai testi, Ridgway ai disegni.

Me lo sono portato a casa in edizione variant, quella più simile al mio caro vecchio numero 1 della defunta PlanetadeAgostini.

Perchè l’ho ri-comprato? Semplice, comprai diversi numeri della precedente edizione quando già svariati numeri andavano esaurendosi come se fossero stati personaggi secondari dei Promessi Sposi. E quindi così come li avevo acquistati, li ho anche ri-venduti.
E quindi eccomi qui a parlare della nuova edizione.

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Una premessa purtroppo va fatta, il titolo scelto per questa edizione mi fa uscire il fumo dalle orecchie -del genere che non si vedeva dai tempi della partenza dell’ Hogwarts express dal binario 9 e ¾-.
Ricordate l’operazione fatta con Fables dalla stessa Rw Lion per lo stesso tipo di edizione da edicola? Questa è peggio.

Porco pene, Hellblazer è Hellblazer, “Constantine” è il dannato re-boot uscito in contemporanea con la serie televisiva di cui ho già parlato su questi schermi e…“John Constantine” cosa mi vorrebbe dire?In una parola:

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Ma veniamo a cosa penso della storia in questa edizione e di Hellblazer in generale

(e qui diamoci dei tu):

Hellblazer non è un fumetto per deboli di stomaco o di cuore, bisogna essere temprati come Messner prima di una spedizione sul K2 per poter arrivare alla fine di un albo indenni e anche così non riuscirai a nascondere il fiatone.

Perciò dimmi figliolo, – hai fatto i tuoi esercizi questa settimana?-

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Il 5 Novembre, giorno fortunato per il fumetto.

Buonasera miei affezionatissimi,

oggi scriverò del:

5 Novembre

«Remember, remember the Fifth of November,
Gunpowder Treason and Plot,
I see of no reason
Why Gunpowder Treason
Should ever be forgot.
Guy Fawkes, Guy Fawkes, t’was his intent
To blow up King and Parliament.
Three-score barrels of powder below
To prove old England’s overthrow;
By God’s providence he was catch’d
With a dark lantern and burning match.
Holloa boys, holloa boys, let the bells ring.
Holloa boys, holloa boys, God save the King!»

Qualsiasi bambino inglese potrebbe recitarvela, ma perchè è così nota anche qui, dove nessun Giacomo I deve temere per la propria vita e soprattutto: perchè la inserisco ad introduzione di questo post?

Perchè in questo 5 Novembre vi parlerò brevemente del fumetto che ridona lustro a un fatto storico accaduto in questo stesso giorno nel lontano 1605.

Cosa si festeggia?

Il motivo per cui il 5 Novembre si fa festa in Inghilterra – e nelle sue ex colonie, in particolare in Nuova Zelanda mi par di capire – è che si festeggia una strage mancata, un blitz poliziesco degno di Squadra Speciale Cobra 11, solo senza il botto…appunto.

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Come viene festeggiato?

Con fuochi d’artificio, falò e strane bambole di pezza ehm…evocative.

Cosa accadde in quel 5 Novembre del 1605?

Guy Fawkes, militare appartenente ad un gruppo cattolico ostile al regnante scozzese, viene sorpreso in possesso di:

  • un orologio
  • un innesco
  • e qualcosa come 36 barili di polvere da sparo

il tutto in una cantina affittata appositamente sotto il parlamento inglese.

A colui che attenta alla vita del re – e alla relativa aristocrazia – vengono inflitti giorni di svariate torture che permettono al re di ottenere i nomi di tutti i congiurati. Inutile dire che furono tutti giustiziati, la parte più interessante forse è notare che furono impiccati, squartati e poi decapitati…giusto in caso qualcuno volesse vampirizzarli – dico io -.

Ed eccoci ai fumetti,

Guy Fawkes era un ometto in calzamaglia, con un look quasi Shakesperiano che è stato stilizzato burlescamente in una maschera che potreste aver già visto:

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nota ai più non come il viso distorto di un rivoluzionario, ma come il volto di un personaggio letterario, protagonista del celeberrimo lavoro di Alan Moore e David Lloyd V for Vendetta, Vertigo, 1982-1985 (tradotto V per Vendetta)

trasposto poi sul grande schermo nel 2005 da James McTeigue e interpretato dall’acerrimo nemico del “Signor Anderson”- è il mio modo per non spoilerarvi del tutto chi sia l’effettivo interprete di V, googlate googlate -.

Ma chi è V?
2 Comments

Saluti da Bon temps [No Spoiler]

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[Art di riogirl9909]

True Blood

L’episodio 10 della 7° stagione ha segnato il finale di serie di True Blood della HBO e io ho qui alcune considerazioni di riepilogo e commiato a questa serie che mi ha fatto compagnia per alcuni anni.

Ricordate quando scrivevo come Damon fosse il motivo per cui continuavo a guardare The Vampire Diaries? Beh, Eric Northman è stato il motivo per cui ho letto i primi 11 libri del ciclo di Sookie Stackhouse in meno di una settimana, ma altrettanto non posso dire per la serie televisiva.

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Tu che ne pensi: leggere è importante?

Buonasera lettori,

questa sera ho raccolto un po’ di sfide, perchè in fondo sono genovese e in questi giorni noialtri amiamo decisamente le sfide. (Vd. I miei post precedenti relativi ai recenti fatti di cronaca se per caso non fossi a conoscenza di cosa sia accaduto pochi giorni fa da queste parti Post 1Post 2).

Ho scoperto contemporaneamente l’esistenza di quattro iniziative che parrebbero essere degne di nota

e infine

Mi sembra evidente che il tema ricorrente sia uno solo e non voglio intasare il blog con interventi ripetitivi, tuttavia ho speso alcune righe su ciascuno di questi eventi, se avete voglia di farmi sapere la vostra al riguardo potete farlo commentando qui sotto, oltre che in un sacco di altri modi, ma questo mi sembra il più semplice .

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La trilogia delle gemme, Kerstin Gier

Buonasera,

ho da poco terminato la lettura di Green e quindi eccomi a scrivere qualche considerazione su tutta la serie.

Trama a modo mio:

Una ragazza viene catapultata in un mondo di cui era a conoscenza, ma che non sentiva suo, improvvisamente dovrà fare i conti con spade, cronografi, nemici del passato-presente e…con gli occhi verdi di Gideon. Riuscirà Gwen, una volta chiarito quale sia il suo ruolo nel mondo, a salvare il suo futuro, i suoi amici e anche la faccia davanti a tutti gli ostacoli che le si presenteranno nel presente e nel passato?

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Il fumetto abbandonato: 100 Bullets di Azzarello Risso

100 Bullets di Brian Azzarello e Eduardo Risso, RW Lion (edizione italiana)

 

100 bullets vertigo RwLion


Trama
:

Una misteriosa organizzazione fornisce una valigetta contenente la prova schiacciante che qualcuno e non qualcosa, è stato la causa della rovina del nostro protagonista. Il tutto condito da una pistola e a 100 proiettili non tracciabili. Sarà cura di ogni protagonista decidere se e come impiegare i suddetti strumenti per approntare una vendetta coi fiocchi alle spese di chi credeva ormai di averla fatta franca.

Citazione che mi ha colpito:

“…no matter how bad your life really is…it’s still better than being dead.” [cap.3]

La mia reazione e perchè ne ho interrotto la lettura:

Probabilmente mi aspettavo qualcosa di diverso, credevo che fosse una storia di vendette mozzafiato e  decisioni catartiche, non uno spaccato straziante di vite vissute; di vittime che percepiscono la loro vita come priva di significato e che rinunciano a qualsiasi aspirazione che non sia la mera sopravvivenza. In un certo senso l’intera storia è concentrata più sui peccatori che sul peccato in sè, non è tanto importante cosa ti sia stato fatto, quanto cosa tu intenda fare al riguardo.

100 Bullets Vertigo RwLion

Trigger Warning: violenza

La parentesi da fare a questo punto è che non mi considero una lettrice particolarmente suscettibile, caratteristica che mi ha permesso più di una volta di amare fumetti Vertigo, ma questo fumetto è davvero violento. Voglio avvisarvi. Perchè non faccio riferimento a tette e sangue spiattellati su più tavole, faccio riferimento a disperazione, sudore, acredine e putrefazione, mi riferisco a sordidi piani, insensate ingiustizie, tremendi soprusi e ovviamente, efferati omicidi.

Il punto di oggi miei affezionatissimi è che questo fumetto non fa più per me, ma tenterò di farvi capire meglio se può essere invece adatto a voi.

100 bullets: Niente belletti

Il tratto e i colori usati sin dalla prima pagina ci gettano nei bassifondi, nelle tane della peggior feccia del genere umano, ci lasciano orfani di paesaggi idilliaci e chiariscono subito quale sia l’aria che tirerà nei capitoli successivi: si respireranno smog, tabacco e polvere da sparo in quantità, niente profumi, niente belletti. Perfino lo slang dei primi personaggi che ho incontrato è fitto di volgarità e sillabe raddoppiate, di suoni consonantici e gutturali, portandoci ulteriormente a grattare il fondo di questi spaccati violenti di vite vissute ai margini. Fino ad un momento di rottura in cui improvvisamente tutto cambia, per un verso o per l’altro.

[Io l’ho letto in inglese, ma immagino che in traduzione i toni risultino inalterati]

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Wolverine e gli X-men, il ciclo di Jason Aaron

Buongiorno miei affezionatissimi,

dopo un po’ d’attesa eccomi con una recensione riguardante il mondo dei fumetti, spero vi possa essere utile!

 

Wolverine e gli X-men 26 Panini Comics

Copertina del numero 26

Recensione alla luce dei volumi 1-27 di Wolverine e gli X-Men, Panini Comics

Questa testata è la mia finestra sul mondo Marvel, non seguo più le altre testate se non sporadicamente, è molto più facile che io acquisti qualche albo auto-conclusivo. Ho scelto questa un paio di anni fa ormai, più o meno con l’avvento di “Marvel Now!” di cui vi facevo cenno in qualche vecchio post (per farvela breve si è trattato di un finto reboot in modo da far ripartire i fumetti dal numero 1, come se si fosse ritornati alle origini, in realtà nella maggior parte dei casi si sono limitati a stampare un numero uno sulla copertina e a riprendere la numerazione da lì).
Un po’ come per la rubrica MARVEL per babbani  insieme alle mie opinioni su questo arco narrativo vediamo in cosa consiste questa testata e perchè ho scelto proprio questa.
L’indecisione era tra:

  • Devil e i cavalieri marvel
  • Thor
  • Una qualsiasi testata degli X-Men
  • Wolverine

Devil è sempre stato uno dei miei personaggi Marvel preferiti e la nuova testata Devil e i cavalieri Marvel che prevedeva il Punitore e Ghostrider a fianco del diavolo cieco di Hell’s Kitchen prometteva bene anche prima che l’Eisner Award* lo confermasse. Thor in genere resta estraneo alle vicende di molte altre testate e quindi oltre ad essere un dio vichingo è anche più semplice da seguire; ha il grande pregio di non ospitare Spiderman ad Asgard per dire. Il lettering poi è sempre stato un punto a suo favore.

 

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Per farvi capire meglio eccovi un esempio, vedete?Gli Asgardiani “parlano” con un font diverso rispetto ai mortali.

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Variant Cover del #1 by Scottie Young

Infine gli X-Men allora e tutt’ora divisi in diverse testate più o meno coinvolgenti, rappresentavano le ultime testate che avrei potuto seguire; il discriminante è avvenuto con l’evento Scisma e con le scelte discutibili di Ciclope,

“Cyclops was right” un-paio-di-palle. Wolverine da solo per la giungla lo trovavo un po’ sottotono rispetto al Wolverine alle prese con i suoi compagni più civilizzati da qui la mia scelta: Wolverine e gli X-Men dove non c’è spazio per Summers, ma trovano spazio Bestia e Tempesta con il coinvolgimento delle belle storie dedicate alla X-Force, insomma:un vero jackpot. Per di più si trattava di una testata relativamente nuova quindi anche in libreria avrebbe avuto più senso avere numeri a 2 cifre piuttosto che partire da un numero 250, ecco.

Nonostante gli autori non siano sempre gli stessi (come nel caso di qualsiasi testata Marvel) Wolverine e gli X-men si distingue dal resto per un elemento: il suo technicolor fatto di crack. I colori di questi spillati sono pazzeschi e insieme ai continui viaggi spazio-temporali rendono l’intera testata simile al trip di JB (Jack Black) in Tenacious D, sì quello con il Sasquatch e i funghetti. Vi lascio il video preso da Youtube nel caso che non abbiate presente cosa intendo.

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Area D, prigione speciale per detenuti speciali

Buongiorno miei affezionatissimi,
come anticipatovi ecco un’altra recensione di ciò che ho recuperato in queste settimane.

Post scritto originariamente alla luce dei volumetti da 1 a 4.Letti i volumi 5-14 confermo quanto scritto in precedenza.

 

Area d numero 2 j pop

Area D di Kyoichi Nanatsuki e Kyung-Il Yang, JPop

Con le opere ancora in corso di pubblicazione sono cauta, se posso non mi sbilancio troppo. Preferisco attenderne la conclusione e poi trarre le somme, magari dopo una rilettura.

[Il motivo per cui non posso farlo sempre è che i tempi di pubblicazione in Italia sono piuttosto dilatati e alcune case editrici esauriscono i primi volumi molto in fretta, quindi parlarne in corso d’opera può essere d’aiuto].

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