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Arsnoctis Posts

Tu che ne pensi: leggere è importante?

Buonasera lettori,

questa sera ho raccolto un po’ di sfide, perchè in fondo sono genovese e in questi giorni noialtri amiamo decisamente le sfide. (Vd. I miei post precedenti relativi ai recenti fatti di cronaca se per caso non fossi a conoscenza di cosa sia accaduto pochi giorni fa da queste parti Post 1Post 2).

Ho scoperto contemporaneamente l’esistenza di quattro iniziative che parrebbero essere degne di nota

e infine

Mi sembra evidente che il tema ricorrente sia uno solo e non voglio intasare il blog con interventi ripetitivi, tuttavia ho speso alcune righe su ciascuno di questi eventi, se avete voglia di farmi sapere la vostra al riguardo potete farlo commentando qui sotto, oltre che in un sacco di altri modi, ma questo mi sembra il più semplice .

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La trilogia delle gemme, Kerstin Gier

Buonasera,

ho da poco terminato la lettura di Green e quindi eccomi a scrivere qualche considerazione su tutta la serie.

Trama a modo mio:

Una ragazza viene catapultata in un mondo di cui era a conoscenza, ma che non sentiva suo, improvvisamente dovrà fare i conti con spade, cronografi, nemici del passato-presente e…con gli occhi verdi di Gideon. Riuscirà Gwen, una volta chiarito quale sia il suo ruolo nel mondo, a salvare il suo futuro, i suoi amici e anche la faccia davanti a tutti gli ostacoli che le si presenteranno nel presente e nel passato?

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Il fumetto abbandonato: 100 Bullets di Azzarello Risso

100 Bullets di Brian Azzarello e Eduardo Risso, RW Lion (edizione italiana)

 

100 bullets vertigo RwLion


Trama
:

Una misteriosa organizzazione fornisce una valigetta contenente la prova schiacciante che qualcuno e non qualcosa, è stato la causa della rovina del nostro protagonista. Il tutto condito da una pistola e a 100 proiettili non tracciabili. Sarà cura di ogni protagonista decidere se e come impiegare i suddetti strumenti per approntare una vendetta coi fiocchi alle spese di chi credeva ormai di averla fatta franca.

Citazione che mi ha colpito:

“…no matter how bad your life really is…it’s still better than being dead.” [cap.3]

La mia reazione e perchè ne ho interrotto la lettura:

Probabilmente mi aspettavo qualcosa di diverso, credevo che fosse una storia di vendette mozzafiato e  decisioni catartiche, non uno spaccato straziante di vite vissute; di vittime che percepiscono la loro vita come priva di significato e che rinunciano a qualsiasi aspirazione che non sia la mera sopravvivenza. In un certo senso l’intera storia è concentrata più sui peccatori che sul peccato in sè, non è tanto importante cosa ti sia stato fatto, quanto cosa tu intenda fare al riguardo.

100 Bullets Vertigo RwLion

Trigger Warning: violenza

La parentesi da fare a questo punto è che non mi considero una lettrice particolarmente suscettibile, caratteristica che mi ha permesso più di una volta di amare fumetti Vertigo, ma questo fumetto è davvero violento. Voglio avvisarvi. Perchè non faccio riferimento a tette e sangue spiattellati su più tavole, faccio riferimento a disperazione, sudore, acredine e putrefazione, mi riferisco a sordidi piani, insensate ingiustizie, tremendi soprusi e ovviamente, efferati omicidi.

Il punto di oggi miei affezionatissimi è che questo fumetto non fa più per me, ma tenterò di farvi capire meglio se può essere invece adatto a voi.

100 bullets: Niente belletti

Il tratto e i colori usati sin dalla prima pagina ci gettano nei bassifondi, nelle tane della peggior feccia del genere umano, ci lasciano orfani di paesaggi idilliaci e chiariscono subito quale sia l’aria che tirerà nei capitoli successivi: si respireranno smog, tabacco e polvere da sparo in quantità, niente profumi, niente belletti. Perfino lo slang dei primi personaggi che ho incontrato è fitto di volgarità e sillabe raddoppiate, di suoni consonantici e gutturali, portandoci ulteriormente a grattare il fondo di questi spaccati violenti di vite vissute ai margini. Fino ad un momento di rottura in cui improvvisamente tutto cambia, per un verso o per l’altro.

[Io l’ho letto in inglese, ma immagino che in traduzione i toni risultino inalterati]

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Wolverine e gli X-men, il ciclo di Jason Aaron

Buongiorno miei affezionatissimi,

dopo un po’ d’attesa eccomi con una recensione riguardante il mondo dei fumetti, spero vi possa essere utile!

 

Wolverine e gli X-men 26 Panini Comics

Copertina del numero 26

Recensione alla luce dei volumi 1-27 di Wolverine e gli X-Men, Panini Comics

Questa testata è la mia finestra sul mondo Marvel, non seguo più le altre testate se non sporadicamente, è molto più facile che io acquisti qualche albo auto-conclusivo. Ho scelto questa un paio di anni fa ormai, più o meno con l’avvento di “Marvel Now!” di cui vi facevo cenno in qualche vecchio post (per farvela breve si è trattato di un finto reboot in modo da far ripartire i fumetti dal numero 1, come se si fosse ritornati alle origini, in realtà nella maggior parte dei casi si sono limitati a stampare un numero uno sulla copertina e a riprendere la numerazione da lì).
Un po’ come per la rubrica MARVEL per babbani  insieme alle mie opinioni su questo arco narrativo vediamo in cosa consiste questa testata e perchè ho scelto proprio questa.
L’indecisione era tra:

  • Devil e i cavalieri marvel
  • Thor
  • Una qualsiasi testata degli X-Men
  • Wolverine

Devil è sempre stato uno dei miei personaggi Marvel preferiti e la nuova testata Devil e i cavalieri Marvel che prevedeva il Punitore e Ghostrider a fianco del diavolo cieco di Hell’s Kitchen prometteva bene anche prima che l’Eisner Award* lo confermasse. Thor in genere resta estraneo alle vicende di molte altre testate e quindi oltre ad essere un dio vichingo è anche più semplice da seguire; ha il grande pregio di non ospitare Spiderman ad Asgard per dire. Il lettering poi è sempre stato un punto a suo favore.

 

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Per farvi capire meglio eccovi un esempio, vedete?Gli Asgardiani “parlano” con un font diverso rispetto ai mortali.

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Variant Cover del #1 by Scottie Young

Infine gli X-Men allora e tutt’ora divisi in diverse testate più o meno coinvolgenti, rappresentavano le ultime testate che avrei potuto seguire; il discriminante è avvenuto con l’evento Scisma e con le scelte discutibili di Ciclope,

“Cyclops was right” un-paio-di-palle. Wolverine da solo per la giungla lo trovavo un po’ sottotono rispetto al Wolverine alle prese con i suoi compagni più civilizzati da qui la mia scelta: Wolverine e gli X-Men dove non c’è spazio per Summers, ma trovano spazio Bestia e Tempesta con il coinvolgimento delle belle storie dedicate alla X-Force, insomma:un vero jackpot. Per di più si trattava di una testata relativamente nuova quindi anche in libreria avrebbe avuto più senso avere numeri a 2 cifre piuttosto che partire da un numero 250, ecco.

Nonostante gli autori non siano sempre gli stessi (come nel caso di qualsiasi testata Marvel) Wolverine e gli X-men si distingue dal resto per un elemento: il suo technicolor fatto di crack. I colori di questi spillati sono pazzeschi e insieme ai continui viaggi spazio-temporali rendono l’intera testata simile al trip di JB (Jack Black) in Tenacious D, sì quello con il Sasquatch e i funghetti. Vi lascio il video preso da Youtube nel caso che non abbiate presente cosa intendo.

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Area D, prigione speciale per detenuti speciali

Buongiorno miei affezionatissimi,
come anticipatovi ecco un’altra recensione di ciò che ho recuperato in queste settimane.

Post scritto originariamente alla luce dei volumetti da 1 a 4.Letti i volumi 5-14 confermo quanto scritto in precedenza.

 

Area d numero 2 j pop

Area D di Kyoichi Nanatsuki e Kyung-Il Yang, JPop

Con le opere ancora in corso di pubblicazione sono cauta, se posso non mi sbilancio troppo. Preferisco attenderne la conclusione e poi trarre le somme, magari dopo una rilettura.

[Il motivo per cui non posso farlo sempre è che i tempi di pubblicazione in Italia sono piuttosto dilatati e alcune case editrici esauriscono i primi volumi molto in fretta, quindi parlarne in corso d’opera può essere d’aiuto].

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Il diario degli angeli – da Creature della notte alla serie completa

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Il diario degli angeli di Lili st crow

Lili St.Crow*, Il diario degli angeli, Creature della notte

(*che poi è lo pseudonimo, ma non importa)

Trama secondo me

Ricorda le prime stagioni di Supernatural. Non sapete un pene di quello che vedrete dopo nè di quello che effettivamente stia succedendo, ma vedete due fratelli determinati che sembrano sapere il fatto loro, e il padre a sistemare la cornicetta di famiglia-cazzuta-felice che farà neri anche gli ectoplasmi albini, giusto? I primi capitoli di questo libro sono qualcosa del genere, solo che: la protagonista è femmina, ha 16 anni ed è praticamente l’aiutante goffo di suo padre. Quindi non sei poi così convinto che arriverà alla fine del volume, esattamente come in Supernatural signori miei. Il pericolo è dietro ogni porta ed esattamente come in Shadowhunters credere che “tutto esista” può salvarti il didietro in più di un’occasione.

In estrema sintesi : ★★☆ [La seria, in media]

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Angel – l’amore è un demone e abita a Viterbo

Rubrica recensioni Arsnoctis

Buonasera miei affezionatissimi,

Sono in ritardo con il “my weekness”, lo scriverò dopo questo post, è lì pronto, ma oggi pomeriggio ho letto un libro che urlava a gran voce – recensiscimi! – ed eccomi qui, ubbidiente, a mettere insieme questa minirecensione per voi.

Angel di Dorotea de Spirito Mondadori

Dorotea De Spirito, “Angel, l’amore è un demone”, Mondadori

In estrema sintesi: ★★★★

Trama secondo me

A Viterbo si nascondono ben più che un paio di comari pettegole, dietro le antiche mura della città c’è molto più di quanto colpisca alla vista e in realtà una volta varcate quelle mura ci si accorge che questi individui “speciali” non si sforzano molto per rimanere nell’ombra, anzi, sembrano ormai sicuri di poter rimanere tranquillamente allo scoperto. La protagonista, Vittoria ha sedici anni e vede tutto ciò dal punto di vista della sua famiglia, costituita da *uditeudite* angeli da cui per vari motivi si sente esclusa; sarà una minaccia inaspettata a far cambiare tutto questo, saranno poche semplici azioni a condurla verso minacce letali e…*uditeudite* alla sua anima gemella.

Citazione che mi ha colpito:

“L’amore non è il dolce sentimento delle fiabe. Nella realtà le principesse non si innamorano in un secondo del loro principe, sempre che lo incontrino.”

Lo sò, avrei potuto scegliere di meglio, ma mi ha lasciato interdetta per la sua semplicità cristallina, è così semplice, eppure così vera, e poi ha quella punta di gelo conclusiva che la arricchisce al punto giusto, scusatemi grandi penne del passato, di tutte le frasi possibili, mi ha colpito proprio questa.

La mia reazione

Ho letto questo libro oggi pomeriggio, e questa volta sò perchè sono finita a leggere questo volume; da qualche tempo tento di seguire qualche blogger italiana che faccia  al caso mio (invece di continuare a seguire solo gente anglofona su Tumblr, ammettetelo, stò facendo degli sforzi di socializzazione niente male) tra cui quello di Rowan,

Ombre angeliche

che diede di questo libro una recensione così entusiasta che mi sono detta -proviamolo- così grazie a uno scambio online sono entrata in possesso di questo libro in edizione cartacea e apochi giorni di distanza sono qui a parlarvene. Allora, veniamo subito a quella che è davvero la mia opinione.

Punti inizialmente a sfavore

L’autrice è italiana, l’autrice ha la mia età, l’ambientazione è una città che non conosco, ho recentemente letto Fallen che mi davvero lasciata con l’amaro in bocca per quanto riguarda storie “di angeli”, in generale non mi fanno impazzire gli angeli a meno che non si tratti di disegnare e infine ho ricevuto questo libro in edizione “Best Sellers” per cui la copertina non solo segnata da un’enorme patacca, ma soprattutto quel pallino stava lì a dirmi -vedi che sono stato venduto in un sacco di copie e che sono piaciuto?Vedi?- tutto questo non giocava a suo favore, per non parlare del sottotitolo che trovavo di una banalità inquietante e ehm la prima pagina del libro mi informa che l’autrice è nota in italia per aver scritto Destinazione Tokyo Hotel… E voi direte, -ma ti rendi conto di quante banalità tu stessa abbia sfornato in così poche righe?- Avete ragione miei affezionatissimi, ma sono una prevenuta-pessimista del pene, lasciatemi fare il mio stupido mestiere ok?

Dove mi hanno condotto le pagine
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Il segreto del Bosco Vecchio, Dino buzzati tra gli alberi.

Buonasera miei affezionatissimi,

ieri ho dato un altro esame (yeyy) e una delle prime cose che ho fatto per rilassarmi un po’ è stata proprio leggere il libro che vi vado a recensire.

Il segreto del Bosco Vecchio Buzzati Arsnoctis

Letto in: Dino Buzzati, il segreto del Bosco Vecchio, Mondadori

Trama:

L’ex colonnello Proclo diventa padrone di un terreno e di una casa che comprendono, di fatto, una gran porzione del Bosco Vecchio. Noto in tutta la vallata – e non solo – per i suoi vecchissimi alberi. Dalle cornacchie al vento locali, nulla è come sembra in quel del Bosco Vecchio e il Colonnello dovrà usare tutto il suo ingegno per continuare ad affermare la sua autorità nella vallata.

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Capitan Harlock, il pirata che solca lo spazio profondo

Capitan Harlock di Leiji Matsumoto, Planet Manga/d books/Goen

Trama secondo me:

La vicenda è ambientata in un ipotetico futuro. Capitan Harlock è il Capitano di una nave definita “pirata”, l’Arcadia, un incrociatore spaziale che funge anche da ambientazione alla vicenda. L’equipaggio proviene dagli angoli più remoti dell’universo, ma ha un unico obiettivo: salvare la Terra. La vicenda non ha un ritmo uniforme e non viene trattata l’intera vita del Capitano. Ci si muove tra le tappe del suo viaggio e alcune delle più cruente battaglie che lo hanno visto protagonista. Il risultato è simile ad un ritratto cubista: mette sullo stesso piano aspetti che altrimenti non potrebbero essere colti contemporaneamente.

Capitan Harlock by Arsnoctis

I disegni:

Il tratto di Matsumoto è spesso arricchito da generose dosi d’inchiostro e si adatta perfettamente allo “spazio più profondo” in cui è ambientata la vicenda.

Note: L’Arcadia fa bella mostra della versione di Matsumoto del Jolly Roger e la figura stessa del protagonista è ispirata ad alcuni dei bucanieri più noti di tutti i tempi.

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