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Solo leveling e l’evasione dal mondo

Parola d’ordine: evasione. Quando il gioco degli equilibri mondiali si fa duro, i manwha cominciano a giocare. Abbiamo visto un tentativo di fuga verso il passato glorioso e verso il videogioco di successo. Qui l’appiglio è rifugiarsi nella realtà virtuale, in cerca di un posto migliore… senza tradire la propria casa.

Virtuale come fuga innocente dal reale

Questo è un tema che ho ritrovato spesso nelle cose che ho letto e visto di questa cultura. L’idea di base è che se ci sono dei problemi vanno affrontati in loco, vicino ai propri affetti. Parlare del movimento di persone tra la Corea del Nord e il Sud, assume molto più senso se visto in questa chiave: se proprio devo abbandonare casa mia, allora andrò nel posto più vicino possibile. Temo che il motivo che porta i fuggitivi a puntare al Sud a tutti i costi, sia scegliere l’unico paese con una lingua comune, ma anche il Paese più vicino possibile a quello di origine. Il discorso sarebbe più ampio, ma io ci vedo questo: la fuga verso la realtà virtuale può essere contemplata perché non tradisce davvero uno dei migliori mondi possibili, il proprio. Scegliere qualunque altro stato sarebbe criticare la propria patria, così si sceglie un mondo più neutrale, anche se costituito di pixel.

Nelle puntate precedenti del Manwhatale abbiamo accennato a due mondi che possono tornare utli per capire questo, quello del videogioco nei fumetti e quello del fumetto online. Qui il webcomic, tratto a sua volta da una light novel, è lo strumento utile a raccontare una storia fantasy senza che i propri piedi lascino Seoul. Il risultato non è dei più originali, ma parla molto più del contesto di cui è figlio, di quanto non racconti le vicende di Jinwoo Sung – suo protagonista. Quella di Solo leveling è una realtà virtuale dove i propri protagonisti possono avere una seconda chance senza fare nulla di cui doversi pentire una volta tornati in sè. La storia è scandita dal passaggio da un dungeon all’altro, risultando un ponte quasi perfetto tra Tower of god e Archlord, solo per citare due titoli di cui si è già parlato.

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Solo leveling arriva in Italia

Altre serie hanno atteso decenni oltre oceano prima di sbarcare in Italia, questa ha raggiunto gli albi Star comics in circa tre anni. Non sono stupita del successo incontrato dall’opera, ma non posso dire di esserne entusiasta quanto i suoi lettori della prima ora. Nonostante abbia cercato di concentrarmi sugli aspetti più originali, non ho potuto fare a meno di vederci l’eco di svariate opere venute prima di lui. Difficile se non impossibile è anche immedesimarsi nel suo protagonista che, per dirne una, non scappa davanti a una statua, dalle dimensioni colossali, che comincia a sghignazzare.

Il lavoro di Dubu deve molto all’uso del colore. La scelta di toni vibranti e brillanti non è casuale, ma applicata soprattutto al mondo alternativo. Ciò che accade dall’altra parte, in qualche modo, è più travolgente di quello di cui si faceva esperienza a casa. Nei momenti di maggior tensione la luce si spegne, ma si vira sui toni blu violacei, senza necessità di arrivare al nero che rimane come confine netto del mondo fuori dalle vignette. Il fatto che si tratti di un’opera con colorazione digitale non è nascosto, ma esaltato con dettagli in alta risoluzione. Quasi il suo autore volesse ricordarci la velocità che raggiunge la fibra in quelle zone – circa 50Mbps di velocità MEDIA. Stando ai dati attuali, con un bel cavo ethernet, in città, chi volesse pubblicare fumetti potrebbe farlo ai a 94Mbps.

Breve nota sull’edizione, i colori risultano tra i più fedeli all’originale, tuttavia il confronto in termini di qualità prezzo con un’edizione dalle stesse dimensioni come Tower of god, pende a favore del manwha disegnato da Siu con 287 pp contro queste 160 circa. A favore: la copertina del n.1, in foto nell’edizione “standard”, è notevole e lascia intendere che nei numeri successivi ci sia spazio per galvanizzarsi.

Letto in: Dubu – Chugong, Solo leveling n.1, Star comics, 2021

Published in Manwhatale

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