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Sun’s legend – la Storia dei Tre regni in un minuscolo spazio vitale

2 volumetti per raccontare la storia dei Tre regni in chiave fantasy – pubblicati da J-pop – per vivere una pagina di storia che ha riempito incunaboli e incunaboli di vicende, in due agevoli volumi tascabili.

Prima di una prima, e per altro molto recente, apertura verso l’Occidente, i coreani subivano già il fascino misto a timore dello “straniero”, partendo delle grandi epopee dei paesi a loro più vicini. Due sù tutte: Cina e Giappone. Ora, in un paese che ha dovuto combattere per tutelare il proprio fazzoletto di terra da due degli imperi più longevi della storia mondiale, non stupisce che ci possa essere un certo interesse verso i grandi condottieri del passato. E come ignorare i vicini di casa quando saranno in grado di costruire una delle Sette meraviglie del mondo? Diciamo che la curiosità di sporgersi oltre le catene montuose della Corea del Nord, deve essere venuta a più di un narratore locale. Ecco, la Cina sorprende il Mondo da millenni e il fatto che compaia tra i fumetti coreani non desta poi tanto scalpore.

Questo è il caso di Sun’s legend. Un pezzo di epica contemporanea applicato alle vicende dei Tre regni. I paragoni tra culture diverse sono sempre infelici, ma immaginiamoci una Guerra fratricida durata sessant’anni. Aggiungiamoci un avanzamento veloce che conduce alla creazione della Cina stessa e cominceremo ad avvicinarci al contesto in cui vanno inseriti i due volimi. Una robetta vagamente diversa dalla guerra lampo, dove il campo di battaglia è tanto arricchito da decenni di cadaveri, da risultare fertilizzato ad hoc.

Nelle puntate precedenti abbiamo cominciato con 2 titoli più quieti, ma qui s’intravedono le dinamiche e le scenografie del grande cinema asiatico, a base di lance splendenti e drappi lambiti da propizi soffi di vento. Volgiamo la chioma a favor di brezza e fissiamo l’orizzonte carico di quell’elettricità che si diffonde davanti agli eserciti spiegati, al contrapporsi di due araldiche avverse le une alle altre. In questo scenario a noi familiare fin dall’antica Grecia, gli eroi si staccano dalla fanteria per fronteggiarsi a spada tratta, un po’ a colpi di magia e un po’ a fendenti a base di armi bianche.

Letto in: Baek Ui-Cheon – Kim Young-Pil, Sun’s legend, J-pop, 2006

Segno distintivo della nazione da cui partiamo è una particolare attenzione al volto dei protagonisti che non possono ignorare le ferite inferte al loro viso, anzi devono farne motivo di onta o di orgoglio per poter sostenere la sola possibilità di portare qualcosa che sia diverso dai loro canoni estetici. Uno dei protagonisti in particolare ricalca in pieno il profilo dell’eroe capace di caricarsi sulle spalle il destino del mondo. Una retorica necessaria, quando si vogliano condensare così tanti eventi in pochi passaggi salienti.

Anche in Corea la nona arte da spazio ai generi narrativi più svariati che, come in Giappone, prendono un nome specifico a seconda del target a cui si rivolgono o alle dalle case editrici da cui vengono pubblicate. In questa sede chi scrive ha scelto di non farla lunga con tutta una serie di definizioni che fanno parte di un vocabolario molto tenico, ma crede sia evidente come questa mini-serie si rivolga a un pubblico diverso dagli ultimi due titoli incontrati per il Manwhatale – rubrica di cui fa parte questo post. La storia si ripeterà e la morale è sempre la stessa, tutte le tradizioni fumettistiche coinvolgono storie per tutti, basta lasciarsi sorprendere.

A leggere informazioni sui due autori dei due albi – Baek Ui-Cheon alla sceneggiatura e Kim Young-Pil – sono rimasta sorpresa che non si siano dati ad altro. Suppongo che cominciare con una prova del genere sia piuttosto traumatico, ma avrei avuto piacere di immaginarmi i due autori intenti a sfornare altri fumetti e non in uno sgabuzzino buio a scontare le proprie pene.

Published in Manwhatale

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