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Tarot cafè e la vita dolceamara della “gente della notte”

la Gente della notte fa lavori strani” cantava Jovanotti e una cartomante che lavora soprattutto dopo Mezzanotte, di certo non fa eccezione. Grazie a lei conosciamo il passato e il presente dei clienti della sua caffetteria, avendo la presunzione di raggiungere anche il loro futuro. Se nella Taverna della mezzanotte incontriamo le vite di persone nottambule per necessità o diletto, qui incontriamo chi vive con il favore delle tenebre, per nascondere di non avere proprio tutte le zanne al posto giusto…

Sono passati diversi anni dalla mia lettura di Tarot cafè, ma tutto sommato ho ancora chiaro nella memoria la soddisfazione dolceamara di aver raccolto le vite dei suoi personaggi, come se le avessi conservate in uno scrigno. Premetto da subito che questo titolo è nella selezione perché mostra come pochi altri uno spaccato del misticismo e del folklore coreano, pur non perdendo di vista una grande emotività umana di fondo.

Nel 2018 consigliai di leggerlo per festeggiare s.Valentino, non tanto perché si tratti di una storia d’amore romantico, ma perché è un po’ un Love actually fantasy d’altri tempi, in cui diventiamo osservatori privilegiati di tante vite diverse dal nostro vissuto personale. La premessa è semplice: durante la lettura dei tarocchi la protagonista è in grado di mostrarci istantanee della vita dei suoi clienti che vanno molto al di là della conversazione davanti a una tazzina di caffè.

Il parallelo con Café occult è dovuto e non casuale, ma se nella serie precedente si rinunciava a certe riflessioni in favore dell’azione, qui si ha tutto il tempo di ponderare sull’animo umano. Sì, perché attraverso le storie di fantasmi e lupi mannari, non possiamo che leggere le storie di tutti noi.

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Nel post su Instagram proposi di andare oltre alle copertine, per lasciarsi stupire dal contenuto. Magari chi leggerà questo post avrà un’idea completamente diversa dalla mia, ma trovo che queste 7 copertine siano tra le meno riuscite della casa editrice bolognese. Nel collage che ho improvvisato qui sopra, c’è un assaggio di chi mi sembra aver fatto di meglio. La prima è una copertina dell’edizione italiana, la seconda dello stesso numero di quella spagnola e le altre due sono delle due edizioni in inglese di Tokyopop. In basso a sinistra, un assaggio di una tavola interna. Scorrendo le foto del post su Istagram, se ne possono vedere altre.

Meno di dieci volumetti usciti tra il 2004 e il 2009 che avrei piacere di riuscire a recuperare in futuro, non necessariamente nell’edizione italiana. Questo il bilancio della seconda fatica di Sang Sun Park. Anche in questo caso c’è chi ha avuto l’impressione che la vicenda prenda un’accelerata nelle ultime fasi, come se il tempo a disposizione si fosse esaurito prima del previsto. Non lo escludo. Tuttavia il fatto che ci si trovi ad analizzare un mercato che riesce a pubblicare una storia simile, per me è già una piccola magia. Anche a costo di fermarsi al numero 7.

Letto in: Sang Sun Park, Tarot cafè nn 1/7, Flashbook, 2004

In copertina: i tarocchi dei celti di Jacovitti uniti al caffè che tengo a casa per gli ospiti. Cosa non ci si inventa quando non si hanno le copie cartacee a portata…

Published in Manwhatale

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