Dopo aver letto Tre tazze di Tè mi sono trovata a leggere delle critiche al riguardo che ho trovato non solo inutili, ma anche piuttosto offensive. Quelle che seguono sono le righe che ho dedicato a questo volume su Goodreads, spero possano offrirvi un’idea chiara di quale sia la mia posizione al riguardo. Buona lettura!

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Letto in: Mortenson – Relin, “Tre tazze di tè”, Rizzoli, Milano, 2009.

[Pubblicato per la prima volta nel: 2006, 500pp].

In estrema sintesi: ★★★★★

Tre tazze di tè – su Goodreads

Come potrei cavillare sulla prosa di questo libro o sulle improprietà che David Oliver Relin avrebbe inserito? Il dibattito non potrebbe essere più lontano dalla mia lettura di questo volume.

Non solo non mi sono posta il problema di come sia scritto, ma soprattutto non mi interessa.

Questo libro mi ha fatto fare un viaggio straordinario lontano da casa e mi ha mostrato le gesta eroiche di qualcuno la cui vita potrei prendere a modello. Quindi no, non mi interessa se un giornalista ha deciso di lasciarsi coinvolgere dalla vicenda al punto da smussare i difetti del protagonista. E non mi interessa nemmeno se la descrizione delle cime del Karakorum non risponde alla mia idea di linguaggio poetico.

Tre tazze di tè Mortenson citazione Arsnoctis

Foto-citazione aggiunta per i lettori del blog.

Ci sono libri che sono scritti con l’urgenza di comunicare un messaggio, con l’urgenza di fornire una risposta a quel batsegnale che altrimenti continuerebbe ad illuminare il cielo notturno senza lo straccio di una risposta; Tre tazze di tè è uno di questi libri.

Questo volume forse non cambierà la vita dei suoi lettori, ma è la storia di qualcuno che ha gettato le fondamenta per cambiare il mondo concretamente, mattone su mattone. E tanto mi basta.

Nota a margine:

Durante l’intera lettura mi sono trovata a sovrapporre la figura dell’attore Lee Pace a quella di Mortenson, immagino che questo sia la dimostrazione che le descrizioni del protagonista siano quantomeno lusinghiere, ma persino questo aspetto “della prosa” non mi ha dato alcun fastidio durante la lettura. L’unica cosa che potrebbe demolire la mia opinione di questo libro sarebbe scoprire che i fatti ivi contenuti siano stati alterati, in ogni altro caso credo si tratti di una storia importante che può aiutare a far luce su quel tetto del mondo che a volte sembra così lontano dal resto del mondo da risultare irreale.


Inciso per i lettori del blog:

Non posso far finta di essere a conoscenza dei fatti narrati in questo libro, vi sono interi capitoli a proposito di cose di cui non avevo nemmeno la più piccola nozione. Quindi se il libro deve avere funzione divulgativa, credo che con me abbia colto nel segno. Dei possibili difetti di questo volume hanno scritto in molti e non ho modo di dirVi chi abbia torto e chi abbia ragione. Io posso solo dire di aver imparato cose su quelle cime remote e che leggere questo volume è stata un’esperienza di lettura di quelle che non provavo da The Art of Asking di Amanda Palmer letto a fine 2014. [Uno dei miei libri preferiti degli ultimi anni]. Entrambi sono indubbiamente esperienze particolari, come solo le storie vere sanno essere.

Salutissimi,

A./L.

Tre tazze di tè

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