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Buongiorno miei affezionatissimi,

sono parecchio accaldata al momento, ma vi regalo qualche minuto del mio tempo per parlarVi di un libercolo che penso proprio che potrebbe piacerVi.

Di seguito troverete la mia recensione che sarà acidamente sincera, come tutte le precedenti, nonostante quel gentilissimo individuo che è Simone Galli abbia deciso di inviarmi la sua creatura perchè io gli dicessi che ne penso. Ed ecco il risultato signori miei, a voi e a lui, una buona lettura!


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Storia d’amore e di morti viventi, Simone Galli, Giovane Holden Edizioni

Pagine: 137 

Questa volta niente trama o citazione preferita, perchè spero gli darete una possibilità, ma riporto di seguito quel che è scritto in quarta di copertina:

«  Oramai è innocuo. Per sicurezza gli spezzo gli arti rimanenti e sempre con l’aiuto della vanga lo giro sulla schiena. Continua a ringhiare e digrignare i denti nella mia direzione.La pelle è grigia, putrefatta, come se fosse morto da un pezzo. L’odore mi dà il voltastomaco. Ora quella parola posso dirla. Questo coso è un fottuto zombi. La tentazione è quella di spaccargli la testa, ma se mi sbaglio? Metti caso che ha la più strana delle malattie, già gli ho spezzato tutti gli arti, poi se lo ammazzo cosa dico al processo? Scusatemi ma credevo fosse un morto vivente?

»

Questo è un romanzo italiano – piuttosto breve- sugli zombi.

E credetemi quando vi dico che non avrei mai detto che una premessa del genere mi avrebbe portato ad apprezzare un libro, ma così è stato.

Ai fan dei Guns ‘n Roses potrei dire che questo libro passa da November rain a  Welcome to the jungle con una facilità impressionante; l’attimo prima un uomo piange il suo amore perduto, l’attimo dopo – lo stesso uomo – trucida zombi.
Chiaro, no?

Se vi state chiedendo perchè io stia citando proprio i Guns:

  • li ascolto con piacere da una vita
  • sono celeberrimi quindi il riferimento potrebbe essere chiaro a tutti
  • sono sicura che lo Ste – il protagonista- si infurierebbe

Il che ovviamente li ha resi un riferimento obbligato.

Un po’ L’alba dei morti dementi, un po’ Benvenuti a Zombieland è riuscito a ricordarmi due dei film sugli zombi che preferisco senza scopiazzamenti vari. Il che è un bene.

Se lo consiglio?

Agli amanti degli zombi, sicuramente.

A tutti gli altri cosa posso dire: è divertente, scorrevole ed è piuttosto breve quindi a prova di lettori pigri.

Perchè non gli ho dato 5 stelle piene?
E qui si arriva all’unica nota dolente del romanzo, che spero non lo renderà illeggibile per alcune delle mie lettrici. Qui abbiamo un paio di donne semplicemente insopportabili, e almeno un paio di occasioni in cui “il gentil sesso” viene trattato in una maniera che definire poco lusinghiera sarebbe un eufemismo.

Perchè non mi sono sentita offesa e/o perchè non lo ho trovato un difetto insormontabile?

Perchè è un romanzo sugli zombie dannazione,

non credo sarebbe giusto parlare di morti viventi come se si stesse leggendo/scrivendo un romanzo sulla vita delle api.
Perciò signori miei, non credo che il punto sia offendere qualcuno o ristabilire il dominio del testosterone, penso solo che quando si tratta di fare a pezzi il vicino che ti vuole mangiare, anche la cavalleria vada un poco a farsi f*****e, per dirla con un francesismo.

Che poi ci siano degli individui che hanno dei comportamenti deplorevoli, ignobili portatori di un cervello probabilmente cortocircuitato, anche senza zombie intorno: questa è un’altra storia. Che probabilmente la stessa Sara di questo romanzo potrebbe raccontare. Quindi anche l’autore lo sa e non è da rinchiudere in isolamento, tanto per chiarire.

E poi due personaggi femminili sensati ci sono. E una di queste è mia omonima, quindi non posso lamentarmi.

Includetelo nelle vostre lettura estive se vi capiterà sotto mano, soprattutto se siete in grado di cogliere riferimenti e citazioni da fumetti/videogiochi/serie tv e simili.

È riuscito a strappare un paio di sorrisi e ghignate anche alla musona che sta scrivendone in questo momento, quindi spero proprio che potrà divertirVi e Vi aiuti a ricordare che

-buonismi a parte-

stare con le persone a cui teniamo è la cosa più importante, 

anche se si tratta di tanti piccoli Peter Pan di trent’anni e, soprattutto, se siete impegnati a fuggire da un’ammasso di carne putrescente.

In sintesi: 

★★★★


A presto miei affezionatissimi,
A./L.

 

P.s. cliccando sul nome dell’autore e/o sul nome della casa editrice verrete indirizzati al sito della casa editrice a cui trovare altre info al riguardo. Cliccando sul titolo del libro invece verrete indirizzati alla voce relativa su Goodreads.

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